Alba a Castelletto (Genova)

Ero una nicchia e non lo sapevo.

Schermata Analytics Acquisizione Pubblico: ultimo trimestre (ottobre 2018-gennaio 2019).

Sei di nicchia è una delle frasi che più ho sentito ogni qualvolta parlavo dei numeri del mio (primo) blog laciclistaignorante.it.
Ogni volta che controllavo gli analytics e per qualche minuto mi deprimevo, arrivava la frase va bene così, sei di nicchia.

Lo ammetto, l’ho sempre presa come un contentino, la classica espressione che si dice per non uccidere l’umore altrui.
Ho aperto quel blog due anni fa e dopo un po’ ho incontrato Chiara che mi ha spiegato cosa fosse la seo e come farmi trovare nell’oceano del web: quel momento ha segnato la svolta nel mio modo di lavorare e di scriver

Non ho mai scritto per le parole chiave.

E non ho mai scritto per tirare su grandi quantità di like, ma avevo capito che se volevo che mi trovassero dovevo anche scrivere di argomenti che venivano cercati.

Ed è stato per me molto faticoso come lavoro.
Non ho mai scritto solo per i numeri, ma i numeri interessavano (ed interessano) anche me: sono la concretizzazione del proprio lavoro e del proprio impegno.
Nel tempo LaCiclistaIgnorante ha preso la sua strada ed il suo ritmo, alcuni post tecnici si sono posizionati, i miei scopi prima di aprire la ciclofficina li avevo raggiunti, stavo bene nel mio spazio. I numeri erano sempre bassi e la solita espressione sei di nicchia la prendevo sempre allo stesso modo, ma di fatto ero cambiata io: talmente soddisfatta dell’autenticità del mio lavoro che non me ne fregava più di quante visite facessi sul sito. Mi è sempre piaciuto avere una frequenza di rimbalzo sotto il 70%, mi è sempre piaciuto aver costruito una cerchia di fedelissimi, ero arrivata al punto che se facevo 400 visite al mese oppure 600, andava tutto bene perché la soddisfazione era da tutt’altra parte, almeno per me.

Qualche settimana fa è arrivata la crisi mistica.

Ogni tanto mi succede, più o meno è sempre sullo stile starò combinando qualcosa di buono veramente?

Lo scopo del blog è stato chiaro fin da subito: creare il terreno per quando avrei aperto la mia officina di biciclette.
In realtà, oggi, posso affermare che è stato un percorso molto più complesso che mi permette di guardarmi indietro ed essere molto soddisfatta della mia storia e felice di essere d’ispirazione (anche se la parola stessa mi mette ansia) per altri. All’interno del blog c’è di tutto, dagli articoli su come fare qualche operazione meccanica a quelli che parlano di felicità, e sono tutti originali, sudati e vissuti.

Aperta la ciclofficina mi sembrava quasi di non aver più niente da dire, di non avere più cose da scrivere o alcunché da trasmettere. Così ho aperto lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads per trovare nuove idee.
Tutte le parole chiave che ha senso usare per quel blog hanno volumi di ricerca bassi. Ne ho provate diverse ma ad un certo punto erano sempre quelle: parole singole e long tail, sempre gli stessi risultati. Così, abbastanza disperata, ho chiamato Chiara e le ho chiesto cosa fare, ma lei giustamente non capiva la mia disperazione e continuava a ripetermi che sono di nicchia.
Sul blog scrivo di ciclismo urbano, ciclomeccanica, cicloviaggio, mobilità sostenibile, ciclabilità e tutte le keyword sensate davano lo stesso risultato: volumi di ricerca tra 0 e 10, concorrenza media/bassa. Volumi di ricerca mensili minore di 10?!?!

Schermata Analytics Panoramica Pubblico: ultimo trimestre (ottobre 2018-gennaio 2019)

È stato così che ho avuto l’illuminazione parziale (con Chiara che se avesse potuto mi avrebbe picchiato): sono di nicchia!

Se tutti gli argomenti di cui parlo hanno meno di 10 ricerche al mese, ossia forse 10 persone cercano quella cosa lì nell’oceano di internet, vuol dire che avere tra le 400 e le 600 visite al mese è un ottimo risultato!
Meglio tardi che mai dice il proverbio ed io finalmente ci sono arrivata.

Quando si parla del web tutti i consigli vanno in una direzione: trovate la vostra nicchia di mercato. Non è quello che ho fatto, non volutamente almeno.
Quando ho iniziato a pedalare, non trovavo in rete i consigli che mi servivano: non trovavo riscontri concreti se era meglio fare una cosa piuttosto che un’altra. Ho proprio chiaro un momento in cui cercavo informazioni sulla relazione cistite-bicicletta e dopo moltissime ricerche sono finita su un sito che non ho mai più ritrovato: uno dei pochi articoli fatti bene sull’argomento (che ho perso nel mare della rete).
Ricordo di aver pensato che non era possibile che chi volesse pedalare come me non avesse modo di confrontarsi, se non con le solite quattro cose che vanno di moda. Così è nata laciclistaignorante.it, per rispondere innanzitutto ad una mia esigenza.

Ed ho sempre pensato di aver sbagliato perché io non avevo seguito la pianificazione classica del osservo il mercato e vedo di capire dove posso fare soldi. Volevo contribuire ad un’altra Adriana che nel mondo avesse avuto bisogno di quelle informazioni lì. E se non ci fosse stato nessun altro avrei confermato di essere, come sempre, un’aliena.
Per questo non capivo cosa volesse dire essere di nicchia, per questo non riuscivo a contestualizzare in modo concreto e corretto i miei numeri.
Ovvio, non mi accontento, non sono una che si accontenta dei risultati raggiunti, ma ora li interpreto diversamente.

(…) 3. Nel linguaggio econ., n. di mercato, segmento del mercato di un bene o di un servizio rappresentato da un gruppo fortemente caratterizzato di consumatori, cui si rivolge un numero limitato di produttori; prodotto di nicchia, bene o servizio che, per determinate caratteristiche tipologiche, economiche e funzionali, è indirizzato a una nicchia di mercato. 4. In senso fig., il termine è talora esteso (al di fuori del linguaggio econ.) a indicare uno spazio astratto, teorico: n. concettuale, n. semantica, e sim. (…)

(Fonte Treccani)
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