Immagine di un omino lego travestito da unicorno.

Per il bene comune.

Quasi cinque anni fa ho realizzato una mostra dal titolo #volevofarelingegnere.
Nella vita volevo fare l’ingegnere in effetti, poi ho preso tutt’altra strada per arrivare dove sono oggi.
Per chi non mi conosce, ho anche un lato artistico. L’amore per la grafica digitale 2d, ad un certo punto del mio cammino, si è concretizzato nella realizzazione di quadri digitali. Ho voluto provare ad esporli e ho dato vita alla mostra sopra citata.

Non poteva essere solo un’esposizione delle mie opere, per come sono fatta non avrebbe avuto senso, così decisi di trasformare il tutto in un progetto per riunire artisti semisconosciuti che volevano sfidarsi e farsi conoscere. Ovviamente non avevo il budget per fare alcunché: sono riuscita a realizzare un aperitivo nel novembre 2013 come anticipazione della mostra che si è svolta ad aprile 2014, alla quale doveva far seguito la realizzazione di un’associazione culturale. Tutto in fumo. Dopo l’inaugurazione è tutto morto lì.
Considerata l’assenza di budget, il risultato è stato più che ottimo. All’inaugurazione ha partecipato un sacco di gente e, nei giorni a seguire, nonostante i pochi visitatori, alcuni totalmente casuali, ero soddisfatta. A scriverne, la delusione è ancora viva.

Così ho mollato tutto.
Ho fatto un’altra piccola esposizione un po’ di tempo dopo ma ho capito che non era per me. Sono cresciuta sentendomi dare dell’arrogante, ma in realtà a me non importa molto di essere riconosciuta come chissà chi. Con il senno di poi capisco che quello che mi è sempre interessato è creare qualcosa per il bene comune.

Il mio bene da solo è importante fino ad un certo punto se il mondo che mi circonda cade a pezzi.

Ecco, da questa frase potete ben capire quale è il mio livello di idealismo. E ci credo così tanto che cerco, nella mia quotidianità, di metterlo in pratica.
Anche nel mio primo lavoro (lo definisco così per comodità più che per importanza) non aggiusto solo biciclette, ma cerco fin dove posso di diffondere un’altra idea di mobilità e di viaggio, un altro modo di viversi la propria città e di condivisione degli spazi comuni. Ovviamente devo mangiare e, nella pratica, sono una ciclomeccanica ma, allo stesso tempo, mi sforzo di creare l’ambiente che vorrei.

Sono fermamente convinta che bisogna agire in prima persona e non aspettare che siano gli altri a fare.

Non ho figli, ma le mie azioni sono guidate da un’unica domanda: che mondo voglio lasciare alle generazioni future?
Così è nato questo blog.
Che web voglio? Che marketing vorrei incontrare da utente? Questo blog è, anche, la risposta a queste domande. Domande difficili, domande che mi hanno fatto sentire molto sola. Domande che mi hanno portato a chiedermi se ne vale la fatica.

La solitudine la conosco bene, ci convivo, la ricerco, ma a volte è un macigno.
Così, presa dall’apertura della ciclofficina, questo spazio è rimasto lì inutilizzato, a prendere virtualmente polvere.
Mi sono chiesta cosa fare, mi sono chiesta se vale il mio tempo. Non ho costi diretti: pc e connessione internet sono di uso comune e continuare a studiare è il mio stile di vita.

Di quale tempo parlo se, comunque, tutte queste sono per me quotidianità?

Del tempo che uso per scrivere qui, per condividere le cose che studio, per aiutare chi me lo chiede, per arrivare a rendermi conto che la mia visione è così particolare da non essere condivisa da molti o etichettata da povera idealista.

Foto di una bici allestita da unicorno.

LaCiclistaIgnorante è un blog di nicchia, paradossalmente più facile di questo. L’argomento è molto particolare, la comunità che si è creata è piccola ma salda. Non è stato un lavoro facile, ma in confronto a questo blog lo sembra.
Il web è saturo di siti che trattano di blogging e social media marketing.
Ho realizzato un progetto per sostenere altre blogger e mi sono resa conto che, essendo gratuito, non è stato preso sul serio. Nel marketing è il fenomeno della percezione del prezzo: spesso una cosa gratis viene vista come senza valore ed una invece più costosa come professionale e seria.

Per me è stata una bella botta in faccia che mi ha portato a pormi molte domande.
Ieri ho scritto il (S)Business Plan di questo blog e confrontandomi con chi ho vicino ho compreso che la mia visione può essere sia un punto debole che un punto di forza, sta a me dargli la giusta luce. Così sono qui, a scrivere questo post.

Scrivere è catartico, chiarisce i pensieri, focalizza le idee.

C’è una storia buddista che amo molto:

“Il Budda stava insegnando ad un gruppo di discepoli, quando un uomo gli si avvicinò e lo insultò, con l’intenzione di aggredirlo. Di fronte a tutti, il Budda reagì con assoluta tranquillità, rimanendo fermo ed in silenzio.

Quando l’uomo se ne andò, uno dei discepoli, indignato da questo comportamento, chiese a Budda perché avesse permesso a quello straniero di maltrattarlo in quel modo. Il Budda rispose serenamente: «Se io ti faccio un regalo e tu non lo accetti, di chi è il regalo?».

Il discepolo, dopo aver tentennato per un istante, disse: «Se io non lo accettassi, il regalo continuerebbe ad essere vostro, maestro».

Il Budda annuì e gli spiegò che, nonostante alcune persone decidano di perdere il loro tempo insultando, noi possiamo scegliere di accettare tali parole o meno, proprio come faremmo con un regalo qualsiasi.

«Se lo prendi, lo accetti, altrimenti colui che insulta rimane con l’insulto tra le mani».

Non ho idea con che frequenza scriverò, amo organizzarmi ma al momento sembra un’impresa titanica, ma ho deciso che questo spazio rimarrà aperto. Che io ne faccia un lavoro pagato o un sostegno libero ai progetti che amo, non importa. Mi sono accorta che mi stavo concentrando sul dettaglio sbagliato.
Ognuno farà di questo spazio l’uso che preferisce.Sono convinta che la condivisione sia una delle caratteristiche principali di un web che si possa definire etico: se è quello che voglio vivermi, è anche quello che devo essere disposta a realizzare, al di là degli ostacoli

(E per chi non lo avesse già letto consiglio Manifesto di una blogger idealista e determinata)

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