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Algoritmi: amici o nemici?

Oggi ho una crisi esistenziale: mi rendo conto di aver perso l’innocenza di certi argomenti e di aver acquisito delle conoscenze che hanno, e non esagero, letteralmente modificato la mia forma mentis.
Non sono ubriaca, sono seria.

Quando ignoravo cosa fosse un algoritmo e lo consideravo un essere mitologico, scrivevo e basta.
Prima che Chiara mi spiegasse cosa fosse la seo, scrivevo e basta.
Il mio primo blog ha visto nascere sia categorie che tag in corso d’essere. Qui, tra queste pagine, sono partita con parte della struttura scelta ancora prima di iniziare a scrivere.

Non è un male, anzi, ma sorge spontanea la domanda: sono ancora me stessa?

Probabilmente sì, probabilmente mi sto evolvendo. Lo dico sempre perché è vero: studio tantissimo, se così non fosse non starei neanche a pormi queste domande, non ci sarebbe stata nessuna evoluzione.
Ora, però, ho acquisito la reale consapevolezza che qualcuno mi legge, scrivo per un pubblico, e ogni post è una guerra con me stessa per non fare la maestrina. Sia chiaro, se diventassi mai così, siete autorizzati ad insultarmi.

Mi riconosco di avere una mente analitica e pratica, quindi a questo punto ragioniamo (sempre che vogliate continuare a leggere).

Ho due soluzioni.
La prima: rimanere in crisi e non fare niente, qui davanti al monitor senza digitare una parola (o peggio scrivendo e cancellando di continuo) e mandare un po’ a quel paese il calendario editoriale (prometto che ne scriverò, portate pazienza).
La seconda: ricordarmi l’obiettivo.

Non lo sto scrivendo perché così ho pronto lì un bel link interno, così voi rimanete sul mio blog, leggete tanto, mi abbassate la frequenza di rimbalzo ed io sono felice. L’ho scritto perché è l’unica cosa da fare realmente.

Aprire un blog ed essere presente sui social sono due attività che vanno di pari passo. Per fortuna si imparano delle cose, appunto come scrivere, come impostare un blog, si impara che ogni social ha un proprio linguaggio. Si impara che ogni social ha un suo algoritmo, che Google ne ha un altro, che esistono altri motori di ricerca (ma probabilmente ve ne fregherete perché ahimé non funzionano bene con la grande G).
Ogni giorno scriverete cose nuove, e migliorerete. E imparerete che se volete usare lo stesso tono di voce sia su facebook che su linkedin, probabilmente non sarete capite e cambierete presto modo di agire. Oppure rimmarrete della Vostra idea e sarete etichettate come idealiste o incompetenti (ogni riferimento a fatti e persone è voluto… scrivo sempre e solo di quello che ho vissuto in prima persona).
Per dovere di chiarezza: la scelta è solo Vostra, si tratta del Vostro blog e della Vostra immagine.

Imparerete se vorrete imparare. Ma il punto è che non scriviamo per gli algoritmi, scriviamo per le persone.

Ho smesso di stare dietro agli algoritmi tanto tempo fa: scrivo al meglio, condivido i miei post, e me ne frego di tutto il resto.
Tra perdere tempo a seguire regole assurde per comparire nei feed delle varie piattaforme e scrivere, preferisco passare il mio tempo scrivendo. Se le regole cambiano e mi obbligano a sponsorizzare, lo farò quando lo riterrò opportuno. In fondo un social è sempre casa di qualcun’altro, le regole le fa il padrone di casa.

Motivo per cui, nonostante tutto sono una blogger: il blog è casa mia, le regole le faccio io.

Non mi sono dimenticata della seo, so che in qualche modo influenza il mio lavoro: un po’ come vivere a casa propria ma rispettare le regole della società. La seo è importante, personalmente la sento meno invasiva sulle mie scelte editoriali e, a lungo termine, dà risultati più duraturi*. Sui social invece è tutto eccessivamente immediato: basta non esserci per un po’ e non esisti.

Non ne sto facendo una questione filosofica su cosa sia giusto o sbagliato. Così è, se si vuole salire su questa giostra una parte delle regole sono all’incirca queste.

Ed allora tra numeri e algoritmi, voglia di apparire e di riuscire, l’unica cosa da fare è focalizzarsi sul proprio obiettivo: il mio è scrivere per chi mi legge sopra ogni altra cosa.

Poi ovviamente uso tutti gli strumenti per rendere questo post trovabile, per acquisire nuovi lettori, per confrontarmi con altri punti di vista.

Non invertirò mai le priorità: la seo, gli algoritmi e i social non saranno mai al primo posto, perché so per certo che sarebbe il modo per fallire, per creare qualcosa di piatto, inutile.

Cosa c’entra la mia crisi esistenziale?

Qualsiasi cosa faccia mi viene in mente un post da scrivere, compreso girare a caso in un negozio. Il mio cervello è sempre in elaborazione. Se sto facendo una cosa, qualsiasi, rifletto se possa essere utile a qualcuno e se lo è ne scrivo (se gli argomenti dei blog non si prestano scelgo il social che mi ispira di più).
Mi sono chiesta se lo facevo per i numeri, perché se scrivevo tanto allora avrei funzionato meglio in qualche modo. Mi sono chiesta se ci stava rimettendo la qualità del mio lavoro. Mi sono chiesta se è solo un momento fortunato dal punto di vista creativo.

Non ho particolari risposte, ma solo una grande e personale convizione: l’impegno ripaga più di qualsiasi algortimo.

Finché ricordo a me stessa che il mio unico scopo è incoraggiare chi mi legge, se mi ricordo che sto cercando di essere per gli altri quel che a me è mancato, se rimango focalizzata sulle poche cose importanti, il mio cervello cambierà ancora, il mio modo di scrivere (forse) anche, e i risultati arriveranno, e gli algoritmi non saranno mai al primo posto. Sapere cosa sono va bene, esserne dipendente anche no.


 

* Approfondimento: se la seo è fatta bene, quindi senza mezzucci per crescere in fretta e pompare i numeri, le variazioni dell’algoritmo di Google non produrranno effetti drastici. Rimane un’unica fondamentale costante: lavorare bene, con impegno e qualità.

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